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Lee Child

Lee Child è nato a Coventry, in Inghilterra, nel 1954 e si è trasferito negli Stati Uniti nel 1998. Ha esordito nel 1997, proprio con Zona pericolosa, ottenendo subito un vasto consenso di critica e di pubblico: Jack Reacher, il suo formidabile protagonista, è diventato uno dei personaggi più amati dagli appassionati della narrativa di suspense.

Le avventure di Jack Reacher
01 - Zona pericolosa
02 - Destinazione inferno
03 - Trappola mortale
04 - Via di fuga
05 - Colpo secco
06 - Il nemico
07 - A prova di Killer
08 - La vittima designata
09 - La prova decisiva
10 - Vendetta a freddo
11 - Niente da perdere
12 - I dodici segni
13 - L'ora decisiva
14 - Una ragione per morire
15 - Un passo di troppo
16 - La verità non basta
17 - Il ricercato
18 - Personal
19 - Punto di non ritorno
20 - Prova a fermarmi
21 - Non sfidarmi
22 - Inarrestabile


1 Zona pericolosa
2 Destinazione inferno
3 Trappola mortale
4 Via di fuga
5 Colpo secco
6 A prova di killer
7 La vittima designata
8 Il nemico
9 La prova decisiva
10 Un passo di troppo
11 Vendetta a freddo
12 Niente da perdere
13 I dodici segni
14 L’ora decisiva
15 Una ragione per morire
16 La verità non basta
17 Il ricercato
18 Punto di non ritorno
19 Personal
20 Prova a fermarmi
21 Non sfidarmi
22 Inarrestabile
23 Il passato non muore
24 Implacabile
25 L’ultima sentinella
26 Meglio morto
27 Nessun piano B
28 Un segreto per Jack Reacher


Il mio pensiero:
Non posso far altro che ammetterlo: Jack Reacher mi piace con il suo modo di fare e Lee Child ha trovato un protagonista che usa allo stesso modo l'intelligenza, l'intuito, l'azione e, dove non è possibile fare altro, la forza bruta. Insomma un eroe che sa fare tutto e che romanzo dopo romanzo, pagina dopo pagina, tiene chi lo legge incollato a seguire le sue azioni. Complimenti a Lee Child per questa sua formula magica.

Hakan Nesser

Håkan Nesser è nato nel 1950 a Kumla, cittadina della Svezia centrale. Ha insegnato lettere in un liceo, ma dopo il successo ottenuto dai gialli «interpretati» dal commissario Van Veeteren, ambientati nell'immaginaria cittadina di Maardam, si è dedicato esclusivamente alla letteratura. Nel 1999 ha vinto il prestigioso premio Glasnyckeln per il miglior romanzo poliziesco scandinavo.

Le inchieste del commissario Van Veeteren
01 - La rete a maglie larghe
02 - Una donna segnata
03 - L'uomo che visse un giorno
04 - Il commissario e il silenzio
05 - Carambole
06 - Il caso G
07 - Il commissario cade in trappola
08 - Il dovere di uccidere
09 - La confraternita dei mancini

Le indagini dell'ispettore Barbarotti
01 - L'uomo senza un cane
02 - Era tutta un'altra storia
03 - L'uomo con due vite
04 - L'uomo che odiava i martedi
05 - Confessioni di una squartatrice

Le indagini dell'ispettrice Ewa Moreno
01 - Un corpo sulla spiaggia
02 - La rondine, il gatto, la rosa, la morte

Personal

E' proprio così. Jack Reacher: una sola legge, una sola giustizia. La sua. Questa nuova avventura inizia con un tentato omicidio del presidente francese durante un comizio, un tiro da una distanza superiore ai mille metri. Ed è a questo punto che dipartimento di Stato e CIA richiamano la sola persona che possa trovare un tiratore tanto in gamba: Jack Reacher, al quale spiegano che il proiettile è di fabbricazione americana e che a sparare da quella distanza centrando il bersaglio sono in pochi al mondo. Durante la riunione si fa il nome di John Kott, uno dei tre tiratori tenuti sotto sorveglianza e vecchia conoscenza di Jack che lo aveva arrestato dieci anni prima ed appena uscito di prigione. Con lui lavorerà Casey Nice della quale scopriremo durante il racconto la sua storia, le sue paure, ma anche la sua forza e determinazione; ed è proprio con lei che Jack si reca a casa di John Kott dove i due scopriranno un ritratto fatto con pagine di giornale proprio di Jack Reacher: che si tratti di una possibile vendetta personale? Intanto il G8, che si terrà a Londra, si avvicina ed altri due agenti segreti, un francese ed un russo, si affiancano all'indagine e si recano in Francia convinti che Kott si sia nascosto proprio li in attesa del G8 dove riproverà a colpire uno dei presidenti che vi prenderanno parte. A complicare la storia, a Londra un pezzo grosso della mafia viene ucciso ed anche in questo caso il proiettile è partito da più di un chilometro di distanza. A questo punto Jack e Casey vengono dirottati a Londra e per prima cosa si recano a controllare la sede del G8 per studiare quali siano i punti deboli, ma favorevoli ad un tiratore così esperto. A questo punto ci saranno una serie di nuovi avvenimenti e scontri che Lee Child introduce con intelligenza per sviare il lettore, ma che verranno scoperti e neutralizzati dal nostro eroe con la solita dose di astuzia e calcolo. E sono proprio queste due caratteristiche, il suo modo di pensare e reagire velocemente che continuano a caratterizzare Jack e che sono il pezzo forte di ogni sua avventura: rimaniamo spiazzati dalle sue intuizioni, dal suo coraggio e dalle sue azioni imprevedibili. Ed è proprio per questo che il romanzo risulta ancora una volta così avvincente che si legge quasi tenendo il fiato e gustandosi ogni nova mossa e previsione della coppia Lee Child-Jack Reacher, una delle coppie più amate dei lettori di thriller.


Le avventure di Jack Reacher (18)
Jack Reacher deve tornare in servizio, richiamato dal dipartimento di Stato e dalla CIA. Qualcuno ha colpito il presidente francese mentre teneva un discorso a Parigi. E il proiettile… è americano. Quanti cecchini sono in grado di fare fuoco da quasi un chilometro con una tale sicurezza? Pochissimi, e tra loro c’è di certo John Kott, una vecchia conoscenza di Reacher, che quindici anni prima lo ha mandato in galera. Ora Kott è libero e, con il G8 in corso, non è affatto una buona notizia… La strada che Jack Reacher ha di fronte è disseminata di scelte difficili, spietati mafiosi, ex mercenari e soprattutto nessuna possibilità di chiedere aiuto. Ad affiancarlo nella sua caccia c’è Casey Nice, una giovanissima ma brillante (oltre che affascinante) analista. Ma entrare in azione con una donna al proprio fianco riporta Reacher all'ultima, drammatica occasione in cui ha lavorato in coppia, e alla fine tragica della sua partner. Non può permettere che accada di nuovo. Questa volta non può commettere nessun errore. È una questione personale…

Il cacciatore silenzioso

Subito un assassinio: così inizia Il cacciatore silenzioso di Lars Kepler. Un uomo incappucciato uccide il proprietario di una maestosa villa sotto gli occhi di una prostituta che però viene lasciata in vita. E' quindi Saga Bauer, commissario della Sapo, ad essere incaricata del caso e subito si reca alla villa dove scopre che il morto è l'attuale ministro degli esteri. Interviene però un commando speciale che, dopo aver analizzato la scena del crimine, ripulisce la casa e mette tutto in ordine come se nulla fosse successo. Intanto Saga interroga Sofia, la prostituta rimasta in vita e scopre che è stata incaricata di incontrare il ministro da una persona chiamata Ratjen. Ed uno dei carcerati si chiama proprio così, condannato per essere in affari con con lo sceicco Al-Jahiz, capo di un'organizzazione di stampo terroristico in Siria. Scopre anche, sempre tramite Sofia, che l'assassino aveva in testa uno strano cappello che lo rendeva irriconoscibile. Intanto anche Joona Linna si trova in carcere ed è qui che riceve una visita dal primo ministro che lo incarica di mettersi in contatto con Ratjen: in cambio riceverà l'immunità. Kepler passa poi ad iniziare a descrivere la personalità del "cacciatore di conigli": il killer. Rex è invece un noto cuoco di una trasmissione televisiva e suo figlio viene ricoverato all'ospedale dopo aver fatto uso di droga in un noto locale. Poco per volta entrano in scena altri personaggi che sembra non abbiano nulla in comune tra di loro e che vengono uccisi così come il ministro degli esteri ed il mistero si infittisce. Mentre Linna e Saga continuano ad indagare ed a scoprire nuovi indizi, Kepler si sofferma sul killer, sulla sua vita, su cosa ha patito da piccolo così come è successo a sua madre. Inutile dire che alla fine verrà scoperto ed arrestato dopo sparatorie ed agguati. E devo dire che il libro è molto avvicente per chi ama il genere ed in particolare per gli amanti di Lars kepler: un giusto mix di indagini, assassini (anche il segretario della difesa americano ne è vittima) e soprattutto per come pian piano vengono descritte le mosse e la storia che sta dietro il cacciatore di conigli, forse il vero protagonista del libro, vittima e carnefice allo stesso tempo. Ed è solo alla fine che, in questo mix di personaggi che si accavallano nel romanzo riusciremo a scoprire chi sia l'omicida perché la trama è davvero ben costruita e l'intero libro scorre sotto gli occhi del lettore senza pausa. E, per non farsi mancare nulla nulla, un ultimo colpo di scena che ci fa intuire che Linna probabilmente tornerà a farci compagnia presto con quella che sarà di sicuro una nova avvincente avventura di una delle saghe più avvincenti degli ultimi anni.


I casi dell'ispettore Joona Linna (06)
È da poco calata la notte quando Sofia entra nella grande villa fuori Stoccolma dove l'aspetta il suo cliente. Un cliente molto facoltoso, ma per lei nuovo. Forse è per questo che Sofia avanza circospetta come un animale selvatico. Mentre percorre lentamente l'ampio salone buio, cercando di registrare ogni dettaglio, Sofia non immagine chi sia veramente l'uomo che l'ha scelta per quella notte. E nemmeno immagina che di lì a poco si troverà faccia a faccia con il terrore. Perché un killer spietato e meticoloso, che non lascia tracce né indizi, e si muove con apparente infallibilità, è entrato in azione ed è pronto a colpire ancora. Restringere la cerchia delle potenziali prossime vittime è un autentico incubo per le forze dell'ordine, perché nel mirino del killer potrebbero esserci personalità molto in vista nel Paese. Per risolvere l'enigma, alla polizia non resta che richiamare Joona Linna, l'ex commissario che da due anni si trova rinchiuso nel carcere di massima sicurezza di Kumla per un vecchio conto in sospeso. Joona Linna e l'agente speciale Saga Bauer sono costretti a collaborare in segreto per fermare il «cacciatore silenzioso» prima che il cacciatore riduca anche loro a un silenzio senza fine...

Il caso G

L'unico caso irrisolto del commissario Van Veeteren. O forse no? Tutto inizia nel 1987 quando una ricca e misteriosa signora si reca dall'investigatore privato Verlangen incaricandolo di seguire Jaan Hennan, soprannominato G, suo marito e di riferirle ogni giorno i suoi spostamenti. Lei è sua moglie e conosce bene i loschi traffici del marito, ma per qualche ragione non vuole spiegare il motivo dell'incarico affidato a Verlangen. Il pedinamento inizia, ma non porta a nessun risultato: sembra  che il Sig. G sia tutto casa e lavoro. Hakan Nesser inizia così questo giallo, in maniera diretta e lasciando sullo sfondo e solo con brevi descrizioni la cittadina di Lindsen. Ed infatti la narrazione prosegue spedita: G torna a casa una sera e trova la moglie morta nella piscina vuota di casa con addosso solo un costume da bagno. Suicidio? Omicidio? Dai rilievi la polizia pensa alla seconda ipotesi e subito gli occhi si puntano proprio su G, che tra l'altro aveva appena stipulato una polizza sulla vita della moglie ed intascherà una bella somma se verrà provato che non si sia trattato di omicidio ed è proprio per questo che viene chiamato Van Veeteren ad investigare sull'accaduto. Il commissario è tra l'altro amico di infanzia di Hennan e conosce bene il suo carattere ed il fatto che fin dall'adolescenza fosse risaputo che fosse una persona priva di scrupoli e sempre pronta ad attaccar briga. Purtroppo è proprio Verlangen a fornire un alibi a G, in quanto la sera dell'omicidio lo aveva tenuto sotto sorveglianza ed addirittura aveva scmbiato quattro parole con lui. Dalle indagini risulta che in America Hennan si fosse già sposato e che anche in quell'occasione la moglie fosse morta poco dopo che lui stipulasse un'assicurazione sulla sua vita: in quell'occasione era stato prosciolto per insufficienza di prove. Van Veeteren decide quindi di arrestare G, ma anche in questo caso l'imputato viene prosciolto per lo stesso motivo: caso chiuso. Nesser gioca con abilità e passa a narrare i fatti del 2002, quando Van Veeteren (ex commissario) fa ora il libraio, e quando proprio nella sua libreria entra la figlia dell'investigatore Verlangen dicendogli che suo padre è scomparso dopo aver lasciato un biglietto in cui afferma di aver risolto il caso di quindici anni prima. Van Veeteren non può resistere a questo invito e da libraio riprende in mano il caso. I colpi di scena non mancano neanche in questa seconda parte del giallo, ma ve li lascerò scoprire da soli; posso solo aggiungere che quando leggo un libro di Nesser sono sicuro di non sprecare il mio tempo e che anche in questo caso non sono stato deluso, calamitato fino alla fine dalla trama fino ad un finale davvero imprevedibile.


Le inchieste del commissario Van Veeteren (06)
Il caso G è l’unico caso irrisolto della lunga carriera del commissario Van Veeteren, da sempre la sua spina nel fianco. Il cadavere di una donna ritrovato sul fondo di una piscina vuota, un presunto omicida con un alibi inattaccabile… Chi ha ucciso Barbara Clarissa Hennan? Davvero è stato suo marito Jaan, detto G, unico sospettato e, tra l’altro, odiato ex compagno di scuola di Van Veeteren? E come ha fatto a farla franca? Questi interrogativi tormentano il commissario da ben quindici anni, anche se lui ormai è in pensione ed è completamente assorbito dalla sua nuova attività di libraio antiquario. Quando la figlia del detective privato che all’epoca seguiva le indagini si presenta da lui riferendogli della scomparsa del padre, che ha lasciato un messaggio criptico in cui afferma di avere le prove per incastrare Hennan, Van Veeteren ha la possibilità di chiudere definitivamente i conti con il passato.

L' enigma del gallo nero

Leggendo "l'enigma del gallo nero", un thriller storico, viene subito in mente il più famoso "Il nome della rosa". Infatti anche qui la vicenda si svolge in un monastero inglese nel 1537 dove il male ha fatto la sua comparsa con l'omicidio del  commissario regio Robin Singleton e dove mastro Shardlake viene inviato per scoprire cosa sia successo. La trama è davvero interessante, sia dal punto di vista delle indagini davvero intricate che inducono alla lettura fino alla fine, sia soprattutto da un punto di vista storico. E' narrato con precisione il passaggio alla chiesa riformista di re Enrico VIII con gravi scontri tra riformisti e papisti, passaggio che si intreccia con le indagini di Shardlake e che C. J. Sansom sa raccontare molto bene attraverso le indulgenze della Chiesa cattolica, delle torture, del potere temporale del Papa, ma anche della vita quotidiana del popolo così come quella monacale che vengono narrate con accuratezza. Per chi cerca la Storia nella storia è ad esempio interessante l'incontro tra Shardlake e Lord Cromwell: in questo capitolo viene ben descritta la situazione di Enrico VIII che, stanco di Anna Bolena, inventa il famoso adulterio della moglie; e questo non è che un esempio. Unica pecca sono alcuni capitoli o passaggi un po' lenti che influiscono sulla forza della trama rendendola a volte un poco noiosa. Il romanzo è comunque ben scritto ed invoglia alla lettura, soprattutto per chi cerca qualcosa che unisca il genere giallo all'aspetto storico e voglia approfondire ciò che davvero accadde durante la dissoluzione dei monasteri inglesi dal 1536 al 1540 condotta da Thomas Cromwell.


La trama:
Inghilterra, autunno del 1537. Mastro Shardlake viene inviato nell'abbazia benedettina di Scarnsea per indagare su due crimini inquietanti. Nella stessa notte, infatti, qualcuno ha decapitato con una spada il commissario regio Robin Singleton, in missione segreta nel convento, e una mano sacrilega ha messo il cadavere insanguinato di un gallo nero sull'altare. Ma chi possiede una simile arma in quello che dovrebbe essere un tranquillo luogo di meditazione e preghiera?

Homo Deus. Breve storia del futuro

Quattrocentottantacinque pagine scritte da Yuval Noah Harari su cui riflettere. Ci vuole calma e pazienza perchè Yuval Noah Harari non lascia nulla al caso, anzi si sofferma su ogni singolo dettaglio, quasi su ogni parola, soppesandolo e spiegando il suo pensiero su più fronti. Intanto inizia con l'affermare che il mondo è cambiato molto nello scorso secolo: sono state sconfitte molte malattie ed il progresso scientifico e la medicina hanno fatto scoperte rivoluzionarie che hanno cambiato le nostre vite e innalzato il livello medio di longevità. Come gestiremo il futuro in uno scenario che viene man mano spiegato dettagliatamente? L'umanesimo, qui inteso come la gestione del potere, la fede, lo stile di vita, la politica, sta mutando e presto scomparirà per essere sostituito da una nuova forma di gestione del pianeta terra. Grazie agli studi medici e scientifici molte vite si possono oggi salvare o allungare ed il progetto cui si sta lavorando potrebbe essere l'immortalità e con essa la la cura del pianeta che nello scorso secolo è stato sfruttato troppo. Ormai la morte non è più considerata il volere di Dio come nel passato, ma più semplicemente come un problema "tecnico" che va affrontato e superato. Un altro tema è la ricerca della felicità: sembra che dove più ci sia stato progresso, meno le persone siano felici; ecco che la politica nel futuro dovrebbe occuparsi della felicità  delle persone in quanto tali e non della loro felicità per avere consenso o altri benefici. A questo si aggiunge il paradosso della conoscenza: "le nostre recenti conoscenze ci conducono a a cambiamenti economici, sociali e politici più veloci; nel tentativo di comprendere cosa sta accadendo, acceleriamo l'accumulazione di conoscenza. che però ci porta soltanto a ulteriori sconvolgimenti, ancora più rapidi e grandiosi". Harari passa poi ad una descrizione della storia dei prati: sembra un discorso slegato ma capiremo presto che tutto punta a dimostrare la sua teoria sull'umanesimo e sul suo declino. Questo stile di scrittura, questo saltare di palo in frasca usato spesso nella stesura del saggio,a volte può disorientare ma è un sistema che l'autore usa per tessere tutti i fili della vita per arrivare ad esprimere il suo pensiero vedendolo da diversi punti di vista. Ed eccoci che altri problemi appaiono nei capitoli successivi: l'Homo Sapiens ha cambiato l'ecosistema volutamente e non come accadeva negli anni passati quando ciò era dovuto a cataclismi o eventi naturali con la conseguente estinzione o meno degli altri animali di dimensioni medio-grandi. Si passa poi a considerare l'uomo e gli altri animali come a degli algoritmi, ma cosa ha di diverso l'uomo rispetto alle altre forme di vita o ad un computer? Ed esiste una gerarchia? E poi ancora la storia dell'uomo visto dal punto di vista dell'evoluzionismo, l'invenzione della scrittura e dei numeri, il rapporto tra scienza, religione e politica ed il modo in cui l'umanesimo affronta tutti gli aspetti della vita, dall'arte alla guerra, dalla guerra alla genetica fino ad arrivare ai movimenti radicali. Ed oggi? Secondo Harari i computer stanno sostituendo piano piano l'uomo in tutti i campi ed i suoi algoritmi riusciranno a fare quasi tutti i mestieri con un conseguente aumento della disoccupazione. In più verrà a crearsi una rete onnisciente che finirà per comandarci (vediamo già adesso come agiscono sulle nostre vite Google, Cortana, Amazon). E sarà allora che l'umanesimo verrà sostituito da quello che l'autore chiama datismo, cioè la religione dei dati, di tutti i dati, di Internet-di-tutte-le-cose che sarà in grado di elaborare un'infinità di dati più velocemente di ogni essere umano perché tutto dovrà essere collegato a tutto. Ed alla fine quasi una spiegazione del libro: "L'ascesa dell'intelligenza artificiale e della biotecnologia trasformerà certamente il mondo, ma non prescriverà un singolo risultato deterministico. Tutti gli scenari delineati in questo libro dovrebbero essere compresi come possibilità, piuttosto che come profezie. Se non vi piacciono alcune di queste possibilità siete invitati a pensare e a comportarvi in modi nuovi, che eviteranno il verificarsi di queste particolari possibilità". Come dicevo all'inizio Homo Deus è un libro che fa riflettere e pensare a quel che siamo ed a quel che saremo o dovremo essere partendo da quello che è successo nel passato e sta avvenendo oggi sotto i nostri occhi, ma a cui pensiamo forse poco o distrattamente. Forse sarebbe una buona cosa seguire tutti i fili proposti da Yuval Noah Harari, legarli e slegarli più volte fino ad arrivare ad un nostro pensiero personale che ci aiuti a crescere osservando i fatti da un nuovo punto di vista. Indipendentemente dal fatto che si concordi o meno con Harari è sempre istruttivo avere un altro punto di vista e trarne le nostre conclusioni.


La trama:
Nella seconda metà del XX secolo l'umanità è riuscita in un'impresa che per migliaia di anni è parsa impossibile: tenere sotto controllo carestie, pestilenze e guerre. Oggi è più probabile che l'uomo medio muoia per un'abbuffata da McDonald's piuttosto che per la siccità, il virus Ebola o un attacco di al-Qaida. Nel XXI secolo, in un mondo ormai libero dalle epidemie, economicamente prospero e in pace, coltiviamo con strumenti sempre più potenti l'ambizione antica di elevarci al rango di divinità, di trasformare ''Homo sapiens'' in ''Homo Deus''. E allora cosa accadrà quando robotica, intelligenza artificiale e ingegneria genetica saranno messe al servizio della ricerca dell'immortalità e della felicità eterna? Harari racconta sogni e incubi che daranno forma al XXI secolo in una sintesi audace e lucidissima di storia, filosofia, scienza e tecnologia, e ci mette in guardia: il genere umano rischia di rendere se stesso superfluo. Saremo in grado di proteggere questo fragile pianeta e l'umanità stessa dai nostri nuovi poteri divini?