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Tess Gerritsen

Tess Gerritsen dopo essere stata un medico con la passione della scrittura, è diventata un'affermata scrittrice con la passione del medical thriller, genere che ha rinnovato con intrecci mozzafiato, personaggi convincenti e un'incredibile precisione nella descrizione dell'ambiente medico. Ha ottenuto un vasto successo internazionale con la serie dei casi di Jane Rizzoli e Maura Isles.

I casi di Jane Rizzoli e Maura Isles
01 - Il chirurgo
02 - Lezioni di morte
03 - Corpi senza volto
04 - Il sangue dell'altra
05 - Sparizione
06 - Il club Mefistofele
07 - Madame X
08 - Il silenzio del ghiaccio
09 - La Fenice rossa
10 - L'ultima vittima
11 - Muori ancora
12 - Causa di morte sconosciuta
13 - Ascoltami

Altre opere:
01 - Il battito del sangue
02 - Ombre nella notte
03 - Scegli me
04 - La signora delle spie



Il mio pensiero:
Cosa dire di un'autrice che con i suoi libri ispira una serie televisiva che dura dal 2010?
I casi sono da un lato un po' macabri quando il medico legale Maura Isles deve compiere il suo dovere in sala autoptica e riferire a Jane Rizzoli (detective della squadra omicidi di Boston) i suoi risultati, ma l'italianità della detective con tutta la sua famiglia rende la serie più divertente e simpatica. Le due sono amiche per la pelle, ma sono molto diverse tra loro sia per estrazione sociale sia per come affrontano le indagini. Maura veste sempre firmata, è benestante ed ha l'abitudine di osservare tutto da un punto di vista scientifico: sembra si trovi meglio con i morti che con i vivi. Jane, all'opposto, veste come capita e nella vita ha a che fare con una tipica madre italiana e con un fratello (anche lui poliziotto, successivamente detective, della polizia di Boston) Francesco "Frankie" Rizzoli Jr. Ma nonostante tutte queste diversità le due protagoniste si compensano alla perfezione e danno vita ad una coppia capace di sgominare i criminali più pericolosi di Boston.
Nella serie Jane Rizzoli è interpretata da  Angie Harmon, mentre Maura Isles da Sasha Alexander.

Hakan Nesser

Håkan Nesser è nato nel 1950 a Kumla, cittadina della Svezia centrale. Ha insegnato lettere in un liceo, ma dopo il successo ottenuto dai gialli «interpretati» dal commissario Van Veeteren, ambientati nell'immaginaria cittadina di Maardam, si è dedicato esclusivamente alla letteratura. Nel 1999 ha vinto il prestigioso premio Glasnyckeln per il miglior romanzo poliziesco scandinavo.

Le inchieste del commissario Van Veeteren
01 - La rete a maglie larghe
02 - Una donna segnata
03 - L'uomo che visse un giorno
04 - Il commissario e il silenzio
05 - Carambole
06 - Il caso G
07 - Il commissario cade in trappola
08 - Il dovere di uccidere
09 - La confraternita dei mancini

Le indagini dell'ispettore Barbarotti
01 - L'uomo senza un cane
02 - Era tutta un'altra storia
03 - L'uomo con due vite
04 - L'uomo che odiava i martedi
05 - Confessioni di una squartatrice

Le indagini dell'ispettrice Ewa Moreno
01 - Un corpo sulla spiaggia
02 - La rondine, il gatto, la rosa, la morte

Il cacciatore silenzioso

Subito un assassinio: così inizia Il cacciatore silenzioso di Lars Kepler. Un uomo incappucciato uccide il proprietario di una maestosa villa sotto gli occhi di una prostituta che però viene lasciata in vita. E' quindi Saga Bauer, commissario della Sapo, ad essere incaricata del caso e subito si reca alla villa dove scopre che il morto è l'attuale ministro degli esteri. Interviene però un commando speciale che, dopo aver analizzato la scena del crimine, ripulisce la casa e mette tutto in ordine come se nulla fosse successo. Intanto Saga interroga Sofia, la prostituta rimasta in vita e scopre che è stata incaricata di incontrare il ministro da una persona chiamata Ratjen. Ed uno dei carcerati si chiama proprio così, condannato per essere in affari con con lo sceicco Al-Jahiz, capo di un'organizzazione di stampo terroristico in Siria. Scopre anche, sempre tramite Sofia, che l'assassino aveva in testa uno strano cappello che lo rendeva irriconoscibile. Intanto anche Joona Linna si trova in carcere ed è qui che riceve una visita dal primo ministro che lo incarica di mettersi in contatto con Ratjen: in cambio riceverà l'immunità. Kepler passa poi ad iniziare a descrivere la personalità del "cacciatore di conigli": il killer. Rex è invece un noto cuoco di una trasmissione televisiva e suo figlio viene ricoverato all'ospedale dopo aver fatto uso di droga in un noto locale. Poco per volta entrano in scena altri personaggi che sembra non abbiano nulla in comune tra di loro e che vengono uccisi così come il ministro degli esteri ed il mistero si infittisce. Mentre Linna e Saga continuano ad indagare ed a scoprire nuovi indizi, Kepler si sofferma sul killer, sulla sua vita, su cosa ha patito da piccolo così come è successo a sua madre. Inutile dire che alla fine verrà scoperto ed arrestato dopo sparatorie ed agguati. E devo dire che il libro è molto avvicente per chi ama il genere ed in particolare per gli amanti di Lars kepler: un giusto mix di indagini, assassini (anche il segretario della difesa americano ne è vittima) e soprattutto per come pian piano vengono descritte le mosse e la storia che sta dietro il cacciatore di conigli, forse il vero protagonista del libro, vittima e carnefice allo stesso tempo. Ed è solo alla fine che, in questo mix di personaggi che si accavallano nel romanzo riusciremo a scoprire chi sia l'omicida perché la trama è davvero ben costruita e l'intero libro scorre sotto gli occhi del lettore senza pausa. E, per non farsi mancare nulla nulla, un ultimo colpo di scena che ci fa intuire che Linna probabilmente tornerà a farci compagnia presto con quella che sarà di sicuro una nova avvincente avventura di una delle saghe più avvincenti degli ultimi anni.


I casi dell'ispettore Joona Linna (06)
È da poco calata la notte quando Sofia entra nella grande villa fuori Stoccolma dove l'aspetta il suo cliente. Un cliente molto facoltoso, ma per lei nuovo. Forse è per questo che Sofia avanza circospetta come un animale selvatico. Mentre percorre lentamente l'ampio salone buio, cercando di registrare ogni dettaglio, Sofia non immagine chi sia veramente l'uomo che l'ha scelta per quella notte. E nemmeno immagina che di lì a poco si troverà faccia a faccia con il terrore. Perché un killer spietato e meticoloso, che non lascia tracce né indizi, e si muove con apparente infallibilità, è entrato in azione ed è pronto a colpire ancora. Restringere la cerchia delle potenziali prossime vittime è un autentico incubo per le forze dell'ordine, perché nel mirino del killer potrebbero esserci personalità molto in vista nel Paese. Per risolvere l'enigma, alla polizia non resta che richiamare Joona Linna, l'ex commissario che da due anni si trova rinchiuso nel carcere di massima sicurezza di Kumla per un vecchio conto in sospeso. Joona Linna e l'agente speciale Saga Bauer sono costretti a collaborare in segreto per fermare il «cacciatore silenzioso» prima che il cacciatore riduca anche loro a un silenzio senza fine...

Il caso G

L'unico caso irrisolto del commissario Van Veeteren. O forse no? Tutto inizia nel 1987 quando una ricca e misteriosa signora si reca dall'investigatore privato Verlangen incaricandolo di seguire Jaan Hennan, soprannominato G, suo marito e di riferirle ogni giorno i suoi spostamenti. Lei è sua moglie e conosce bene i loschi traffici del marito, ma per qualche ragione non vuole spiegare il motivo dell'incarico affidato a Verlangen. Il pedinamento inizia, ma non porta a nessun risultato: sembra  che il Sig. G sia tutto casa e lavoro. Hakan Nesser inizia così questo giallo, in maniera diretta e lasciando sullo sfondo e solo con brevi descrizioni la cittadina di Lindsen. Ed infatti la narrazione prosegue spedita: G torna a casa una sera e trova la moglie morta nella piscina vuota di casa con addosso solo un costume da bagno. Suicidio? Omicidio? Dai rilievi la polizia pensa alla seconda ipotesi e subito gli occhi si puntano proprio su G, che tra l'altro aveva appena stipulato una polizza sulla vita della moglie ed intascherà una bella somma se verrà provato che non si sia trattato di omicidio ed è proprio per questo che viene chiamato Van Veeteren ad investigare sull'accaduto. Il commissario è tra l'altro amico di infanzia di Hennan e conosce bene il suo carattere ed il fatto che fin dall'adolescenza fosse risaputo che fosse una persona priva di scrupoli e sempre pronta ad attaccar briga. Purtroppo è proprio Verlangen a fornire un alibi a G, in quanto la sera dell'omicidio lo aveva tenuto sotto sorveglianza ed addirittura aveva scmbiato quattro parole con lui. Dalle indagini risulta che in America Hennan si fosse già sposato e che anche in quell'occasione la moglie fosse morta poco dopo che lui stipulasse un'assicurazione sulla sua vita: in quell'occasione era stato prosciolto per insufficienza di prove. Van Veeteren decide quindi di arrestare G, ma anche in questo caso l'imputato viene prosciolto per lo stesso motivo: caso chiuso. Nesser gioca con abilità e passa a narrare i fatti del 2002, quando Van Veeteren (ex commissario) fa ora il libraio, e quando proprio nella sua libreria entra la figlia dell'investigatore Verlangen dicendogli che suo padre è scomparso dopo aver lasciato un biglietto in cui afferma di aver risolto il caso di quindici anni prima. Van Veeteren non può resistere a questo invito e da libraio riprende in mano il caso. I colpi di scena non mancano neanche in questa seconda parte del giallo, ma ve li lascerò scoprire da soli; posso solo aggiungere che quando leggo un libro di Nesser sono sicuro di non sprecare il mio tempo e che anche in questo caso non sono stato deluso, calamitato fino alla fine dalla trama fino ad un finale davvero imprevedibile.


Le inchieste del commissario Van Veeteren (06)
Il caso G è l’unico caso irrisolto della lunga carriera del commissario Van Veeteren, da sempre la sua spina nel fianco. Il cadavere di una donna ritrovato sul fondo di una piscina vuota, un presunto omicida con un alibi inattaccabile… Chi ha ucciso Barbara Clarissa Hennan? Davvero è stato suo marito Jaan, detto G, unico sospettato e, tra l’altro, odiato ex compagno di scuola di Van Veeteren? E come ha fatto a farla franca? Questi interrogativi tormentano il commissario da ben quindici anni, anche se lui ormai è in pensione ed è completamente assorbito dalla sua nuova attività di libraio antiquario. Quando la figlia del detective privato che all’epoca seguiva le indagini si presenta da lui riferendogli della scomparsa del padre, che ha lasciato un messaggio criptico in cui afferma di avere le prove per incastrare Hennan, Van Veeteren ha la possibilità di chiudere definitivamente i conti con il passato.

L' enigma del gallo nero

Leggendo "l'enigma del gallo nero", un thriller storico, viene subito in mente il più famoso "Il nome della rosa". Infatti anche qui la vicenda si svolge in un monastero inglese nel 1537 dove il male ha fatto la sua comparsa con l'omicidio del  commissario regio Robin Singleton e dove mastro Shardlake viene inviato per scoprire cosa sia successo. La trama è davvero interessante, sia dal punto di vista delle indagini davvero intricate che inducono alla lettura fino alla fine, sia soprattutto da un punto di vista storico. E' narrato con precisione il passaggio alla chiesa riformista di re Enrico VIII con gravi scontri tra riformisti e papisti, passaggio che si intreccia con le indagini di Shardlake e che C. J. Sansom sa raccontare molto bene attraverso le indulgenze della Chiesa cattolica, delle torture, del potere temporale del Papa, ma anche della vita quotidiana del popolo così come quella monacale che vengono narrate con accuratezza. Per chi cerca la Storia nella storia è ad esempio interessante l'incontro tra Shardlake e Lord Cromwell: in questo capitolo viene ben descritta la situazione di Enrico VIII che, stanco di Anna Bolena, inventa il famoso adulterio della moglie; e questo non è che un esempio. Unica pecca sono alcuni capitoli o passaggi un po' lenti che influiscono sulla forza della trama rendendola a volte un poco noiosa. Il romanzo è comunque ben scritto ed invoglia alla lettura, soprattutto per chi cerca qualcosa che unisca il genere giallo all'aspetto storico e voglia approfondire ciò che davvero accadde durante la dissoluzione dei monasteri inglesi dal 1536 al 1540 condotta da Thomas Cromwell.


La trama:
Inghilterra, autunno del 1537. Mastro Shardlake viene inviato nell'abbazia benedettina di Scarnsea per indagare su due crimini inquietanti. Nella stessa notte, infatti, qualcuno ha decapitato con una spada il commissario regio Robin Singleton, in missione segreta nel convento, e una mano sacrilega ha messo il cadavere insanguinato di un gallo nero sull'altare. Ma chi possiede una simile arma in quello che dovrebbe essere un tranquillo luogo di meditazione e preghiera?

Homo Deus. Breve storia del futuro

Quattrocentottantacinque pagine scritte da Yuval Noah Harari su cui riflettere. Ci vuole calma e pazienza perchè Yuval Noah Harari non lascia nulla al caso, anzi si sofferma su ogni singolo dettaglio, quasi su ogni parola, soppesandolo e spiegando il suo pensiero su più fronti. Intanto inizia con l'affermare che il mondo è cambiato molto nello scorso secolo: sono state sconfitte molte malattie ed il progresso scientifico e la medicina hanno fatto scoperte rivoluzionarie che hanno cambiato le nostre vite e innalzato il livello medio di longevità. Come gestiremo il futuro in uno scenario che viene man mano spiegato dettagliatamente? L'umanesimo, qui inteso come la gestione del potere, la fede, lo stile di vita, la politica, sta mutando e presto scomparirà per essere sostituito da una nuova forma di gestione del pianeta terra. Grazie agli studi medici e scientifici molte vite si possono oggi salvare o allungare ed il progetto cui si sta lavorando potrebbe essere l'immortalità e con essa la la cura del pianeta che nello scorso secolo è stato sfruttato troppo. Ormai la morte non è più considerata il volere di Dio come nel passato, ma più semplicemente come un problema "tecnico" che va affrontato e superato. Un altro tema è la ricerca della felicità: sembra che dove più ci sia stato progresso, meno le persone siano felici; ecco che la politica nel futuro dovrebbe occuparsi della felicità  delle persone in quanto tali e non della loro felicità per avere consenso o altri benefici. A questo si aggiunge il paradosso della conoscenza: "le nostre recenti conoscenze ci conducono a a cambiamenti economici, sociali e politici più veloci; nel tentativo di comprendere cosa sta accadendo, acceleriamo l'accumulazione di conoscenza. che però ci porta soltanto a ulteriori sconvolgimenti, ancora più rapidi e grandiosi". Harari passa poi ad una descrizione della storia dei prati: sembra un discorso slegato ma capiremo presto che tutto punta a dimostrare la sua teoria sull'umanesimo e sul suo declino. Questo stile di scrittura, questo saltare di palo in frasca usato spesso nella stesura del saggio,a volte può disorientare ma è un sistema che l'autore usa per tessere tutti i fili della vita per arrivare ad esprimere il suo pensiero vedendolo da diversi punti di vista. Ed eccoci che altri problemi appaiono nei capitoli successivi: l'Homo Sapiens ha cambiato l'ecosistema volutamente e non come accadeva negli anni passati quando ciò era dovuto a cataclismi o eventi naturali con la conseguente estinzione o meno degli altri animali di dimensioni medio-grandi. Si passa poi a considerare l'uomo e gli altri animali come a degli algoritmi, ma cosa ha di diverso l'uomo rispetto alle altre forme di vita o ad un computer? Ed esiste una gerarchia? E poi ancora la storia dell'uomo visto dal punto di vista dell'evoluzionismo, l'invenzione della scrittura e dei numeri, il rapporto tra scienza, religione e politica ed il modo in cui l'umanesimo affronta tutti gli aspetti della vita, dall'arte alla guerra, dalla guerra alla genetica fino ad arrivare ai movimenti radicali. Ed oggi? Secondo Harari i computer stanno sostituendo piano piano l'uomo in tutti i campi ed i suoi algoritmi riusciranno a fare quasi tutti i mestieri con un conseguente aumento della disoccupazione. In più verrà a crearsi una rete onnisciente che finirà per comandarci (vediamo già adesso come agiscono sulle nostre vite Google, Cortana, Amazon). E sarà allora che l'umanesimo verrà sostituito da quello che l'autore chiama datismo, cioè la religione dei dati, di tutti i dati, di Internet-di-tutte-le-cose che sarà in grado di elaborare un'infinità di dati più velocemente di ogni essere umano perché tutto dovrà essere collegato a tutto. Ed alla fine quasi una spiegazione del libro: "L'ascesa dell'intelligenza artificiale e della biotecnologia trasformerà certamente il mondo, ma non prescriverà un singolo risultato deterministico. Tutti gli scenari delineati in questo libro dovrebbero essere compresi come possibilità, piuttosto che come profezie. Se non vi piacciono alcune di queste possibilità siete invitati a pensare e a comportarvi in modi nuovi, che eviteranno il verificarsi di queste particolari possibilità". Come dicevo all'inizio Homo Deus è un libro che fa riflettere e pensare a quel che siamo ed a quel che saremo o dovremo essere partendo da quello che è successo nel passato e sta avvenendo oggi sotto i nostri occhi, ma a cui pensiamo forse poco o distrattamente. Forse sarebbe una buona cosa seguire tutti i fili proposti da Yuval Noah Harari, legarli e slegarli più volte fino ad arrivare ad un nostro pensiero personale che ci aiuti a crescere osservando i fatti da un nuovo punto di vista. Indipendentemente dal fatto che si concordi o meno con Harari è sempre istruttivo avere un altro punto di vista e trarne le nostre conclusioni.


La trama:
Nella seconda metà del XX secolo l'umanità è riuscita in un'impresa che per migliaia di anni è parsa impossibile: tenere sotto controllo carestie, pestilenze e guerre. Oggi è più probabile che l'uomo medio muoia per un'abbuffata da McDonald's piuttosto che per la siccità, il virus Ebola o un attacco di al-Qaida. Nel XXI secolo, in un mondo ormai libero dalle epidemie, economicamente prospero e in pace, coltiviamo con strumenti sempre più potenti l'ambizione antica di elevarci al rango di divinità, di trasformare ''Homo sapiens'' in ''Homo Deus''. E allora cosa accadrà quando robotica, intelligenza artificiale e ingegneria genetica saranno messe al servizio della ricerca dell'immortalità e della felicità eterna? Harari racconta sogni e incubi che daranno forma al XXI secolo in una sintesi audace e lucidissima di storia, filosofia, scienza e tecnologia, e ci mette in guardia: il genere umano rischia di rendere se stesso superfluo. Saremo in grado di proteggere questo fragile pianeta e l'umanità stessa dai nostri nuovi poteri divini?

Yuval Noah Harari

Yuval Noah Harari (Kiryat Ata, 24 febbraio 1976) è uno storico, saggista e professore universitario israeliano. Nel 2012 è stato membro della Giovane Accademia israeliana delle scienze, insegna all'Università Ebraica di Gerusalemme ed è noto soprattutto per aver pubblicato nel 2014 il best seller Sapiens: A Brief History of Humankind.

Opere:
01 - Sapiens. Da animali a dèi. Breve storia dell'umanità
02 - Homo Deus. Breve storia del futuro