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Curiosità e misteri di Torino

E' un lungo viaggio quello narrato da Renzo Rossotti, un viaggio dentro Torino che parte dalla nascita della città e finisce intorno al 1990. Un libro che penso abbia richiesto molte ricerche e molta fatica, ma da cui emerge tutta la forza di una città forse poco conosciuta come meta turistica, ma che varrebbe davvero la pena visitare visto le tante bellezze, i parchi, i musei, i monumenti e tutto quello che Torino stessa nasconde e che pochi sanno. "Curiosità e misteri di Torino" è diviso in capitoli che partono con la nascita della città tra mito e realtà, per passare all'epoca romana, a quella medievale, fino ad arrivare alla fine del secolo scorso. In mezzo ci sono capitoli dedicati a Torino magica con Cagliostro, Nostradamus, Erasmo da Rotterdam e la Torino dei Santi con Cottolengo, Cafasso, Don Bosco. Non mancano Torino nera e Torino Bianca e Torino Rossa e personaggi come Gramsci, Togliatti e Mussolini. Per ogni capitolo si citano fonti storiche e non mancano curiosità o avvenimenti strani e interessanti dedicati ai vari capitoli. Si narra di quando c'era il re, di quando è nato il primo parlamento italiano in cui, tra i presenti, c'era anche Alessandro Manzoni per arrivare al famoso museo egizio, secondo solo a quello del Cairo e recentemente ristrutturato. Il libro passa poi a elencare le varie zone della città, da via Garibaldi, il decumano maximo della città romana di Augusta Taurinorum per poi passare a via Po, dove venne installato il primo parafulmine e dove vennero installate le prime grondaie per lo scolo delle acque piovane. Da li si giunge al parco del Valentino con il suo castello ed il borgo medievale, la Mole Antonelliana e Superga:"Dal fragoroso scoppio che travolse Pietro Micca emerse solenne, gratificante, la chiesa di Superga. Era il compiersi di un voto dopo che Torino esultava liberata dall'assedio dei francesi. Il suo principe erigeva, come promesso, la chiesa sulla collina. Superga nacque così". Poi un elenco delle famose botteghe dove nacque la moda. E poi ancora Hitchcock, Dario Argento, Fruttero e Lucentini per passare ai negromanti di corte ed ai primi gialli ispirati a fatti realmente accaduti. Infine un caleidoscopio in cui si raccontano come e dove nacquero il Bicerin, la bagna caoda, i grissini (nati per il re), i giandujotti, l'illuminazione pubblica. Un libro scritto e ben curato, con citazioni tratte da storici e dai diari di personaggi famosi passati per caso o per volontà dalla prima capitale italiana e dove, accanto alla storia vengono inseriti aneddoti su aneddoti come la "Fetta di polenta", quella casa costruita dallo stesso Antonelli della Mole in seguito ad una scommessa o come quella che ora è via Garibaldi venisse chiamata un tempo via Dora Grossa. Divertente ed interessante allo stesso tempo, quest'opera ci fa attraversare una città bella di fuori e bella dentro e ci conduce per mano, mentre camminiamo per il centro storico a soffermarci sui vari palazzi per cercare quelle curiosità cui solitamente passiamo davanti senza rendercene conto. Non manca certamente Cavour, così come non manca l'altorilievo del dito di Colombo che i torinesi toccano in quanto pensano che porti bene: dovette essere restaurato tanto era malridotto e si restaurò una seconda volta; è infatti più liso del piede di San Pietro nella basilica vaticana. Ci sarebbe molto altro da scrivere, ma lascio scoprire a chi lo vorrà tutte le curiosità ed i misteri di Torino, magari organizzando un bel viaggio in una bella città ormai diventata meta turistica frequentata da Italiani e stranieri soprattutto dopo le olimpiadi invernali. Buon viaggio a tutti...


Come in un gioco di scatole cinesi, generose di sorprese, Torino si svela in queste pagine sin dai suoi più remoti albori, quando per conquistarla Annibale attraversò le Alpi con i suoi elefanti. Ne emerge una città incredibilmente "magica" che attira alchimisti, avventurieri, personaggi come Casanova e Cagliostro. È la città in cui Lombroso fu attratto dallo spiritismo nascente e in cui sembrerebbe imperare il diavolo, prediletta, così si dice, anche dagli extraterrestri. Renzo Rossotti ha delineato in queste pagine una Torino "bianca", legata alle tradizioni religiose e ai suoi santuari; una Torino "rossa", scenario di un agitato socialismo che fece di Borgo San Paolo una "piccola Stalingrado", in cui esplosero i disordini per il pane durante la prima guerra mondiale; quindi una Torino "nera", con i suoi segreti e molti delitti insoluti, che Dario Argento scoprì quale scenario ideale per alcuni suoi film e che affascinò Alfred Hitchcock. Rossotti si sofferma sulle tradizioni perdute, ci fa riassaporare il piacere di imbattersi in botteghe del tempo che fu e ricorda una Torino sabauda illuminata dalle lanterne, con le voci e i richiami del vecchio Balon, il mercato che eleggeva la propria regina, quando nel gran carnevale torinese Gianduja era il re incontrastato. Una Torino irripetibile e perduta.