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La chiave rubata e altre storie

Un borseggiatore, una signora che perde il portafoglio, un parrucchiere, un dirimpettaio, una governante, un operaio, un garzone, un nipote: questi ed altri sono i personaggi delle sei storie di cui è protagonista Petri, ancora magistrato. In queste sei brevi indagini il protagonista che ormai conosciamo come amico e consulente di Miceli dovrà indagare su un quadro rubato, su uno sparo avvenuto di notte, su una fuga, su un rapimento e su una strana lettera d'amore. Solo nell'ultima sarà Grazia Bruni a dover indagare su un delitto impossibile ma vero. Quello che più colpisce sono le trame in quanto sono così semplici e banali che potrebbero fare parte della nostra vita quotidiana, potrebbero quasi accadere a noi stessi perché i casi della vita sono tanti e nessuno di noi può sapere cosa potrebbe indurlo a combinare qualcosa, così come potrebbe accadere ad un nostro amico, ad un nostro coinquilino, ad una persona che conosciamo a malapena. Un libro che ci insegna che la vita non è sempre così chiara e netta come vorremmo o come la immaginiamo: da far riflettere. In più, per gli amanti della serie, troviamo un giovane Petri, veniamo a conoscere il suo aspetto quasi burbero e non quello delle indagini da ex magistrato alle quali siamo abituati. Conosciamo sua moglie e i loro screzi e battute, brucia il caffè, è disordinato con tutti i suoi appunti buttati sulla scrivania, è sarcastico ed è stato un cacciatore. Un libro-tributo per un personaggio che abbiamo amato e seguito in numerose indagini che è quasi un atto d'amore che gli dedica Gianni Simoni, sempre pronto nelle sue descrizioni a farci voler bene a quello che forse è il vero protagonista di tutti i suoi romanzi in cui inserirà man mano Miceli e Grazia Bruni.


Le indagini del commissario Miceli e l'ex giudice Petri (12)
«Dopo molti romanzi, un libro di racconti che spero saranno graditi al lettore. Dai racconti, rimasti nel cassetto, ero partito, e a questo punto, ritengo eccezionalmente, ho sentito l’esigenza di percorrere la strada inversa.» Così Gianni Simoni presenta sei nuove storie, sei piccoli casi che irrompono in modo fortuito nella quotidianità del giudice Petri e del commissario Grazia Bruni. Eccolo, dunque, il nostro giudice, all’inizio ancora nel pieno della sua attività di magistrato, alle prese con una sua conoscente che denuncia il furto di un prezioso dipinto, certa di conoscere l’identità del ladro; lo vedremo poi districarsi tra molti indizi mendaci nel caso dell’omicidio di un anziano contadino; lo seguiremo alla ricerca del suo vicino, forse sparito per inseguire un nuovo sogno d’amore e, ancora, mentre non si accontenta della spiegazione in apparenza più logica in un caso di rapimento e intento, infine, a ricostruire, attraverso una lettera rinvenuta per caso, una vicenda personale fatta di speranze e di inganni. E al termine di questo viaggio, incontreremo colei che, a suo modo, ne ha raccolto il testimone, il commissario Grazia Bruni, costretta a confrontarsi con un dilemma etico nell’ambito di un caso che vedrà contrapporsi il suo rigore professionale e la sua umanità.

Un mattino d'ottobre

Le indagini del commissario Miceli e l'ex giudice Petri? Ma dove è Petri? Questo mi sono chiesto all'inizio della lettura del primo episodio di questa saga. Si, perché Petri viene menzionato quasi per caso solo a pagina 102, il 14 dicembre, quando tutto ha inizio il 27 ottobre con una morte casuale, quella di una bambina. Il libro parte subito in quarta con una serie di omicidi apparentemente casuali che gettano ombre selle capacità del commissario Miceli e della sua squadra, in cui spicca la bella Grazia Bruni, che sono impegnati anche in altre indagini. Tra queste incuriosiscono come aneddoti il verduraraio cui ogni giorno scompaiono 5 mele ed il commerciante dalla cui cassa spariscono immancabilmente 30 euro alla settimana. Tutti piccoli casi, finché le indagini non iniziano a dare i primi frutti e qualche tassello va al suo posto. Ben caratterizzati i personaggi, anche perché Gianni Simoni è un ex magistrato e in questo mondo ci ha vissuto per anni (e non commette quindi neanche errori su procedure o modalità di condurre un'indagine) e ben caratterizzata la vita quotidiana della città: "Il sabato era una giornata di punta e le signore delle zone bene, nella mattinata, durante il loro giro quotidiano, passavano dal centro per fare gli acquisti anche per il giorno dopo". Finalmente qualcosa si muove nelle indagini, la trama è ben costruita, e finalmente il 24 dicembre incontriamo Petri che, in contatto con Miceli, inizia a seguire in veste ufficiosa questa indagine. Da qui in poi spetta a lui un ruolo più centrale: è grazie alle sue intuizioni che ogni singolo tassello va a posto. Lui, che si autodefinisce "il grillo parlante", ha le intuizioni giuste e mette a posto i restanti pezzi del puzzle senza però voler sovrastare i componenti della squadra: mi è diventato simpatico subito. Ed alla fine il colpo di scena che mette fine alle indagini e porta in carcere il pluriomicida. Insomma, un bel libro, scritto bene e con una bella trama, un bravo autore che trova in Petri e Miceli due personaggi che faranno senza dubbio breccia negli amanti del genere. Non ci resta che passare spesso in libreria a vedere quando esce il prossimo episodio...



Le indagini del commissario Miceli e l'ex giudice Petri (01)

Brescia, 27 ottobre, ore 8.00: l’ingegner Rava lascia casa sua in auto. Ore 9.10: Giorgio Anselmi, autotrasportatore, mette in moto il suo furgone. Ore 9.15: la piccola Giulia, quattro anni, figlia di un noto avvocato e di una stimata pneumologa, col suo vestitino giallo, si avvia al parco sotto casa accompagnata da Santina, la baby sitter. Ore 9.47: la mamma di Giulia compone un numero di telefono. Il cellulare dell’ingegner Rava squilla all’improvviso, quanto basta per distrarlo e fargli mancare uno stop. Il furgone di Giorgio Anselmi arriva troppo veloce all’incrocio. Una spaventosa carambola e, alla fine, un fagottino giallo informe resta sul marciapiede. È solo l’inizio. Due settimane dopo, l’ingegner Rava viene trovato morto, assassinato. Tre settimane dopo, Santina Vergottini sta passeggiando da sola, quando due colpi la raggiungono al torace. Quasi due mesi dopo, Letizia Strambi, pneumologa, in auto davanti a casa, si becca due pallottole in fronte. Un orrore inarrestabile, destinato a mietere altre vittime, apparentemente innocenti e slegate l’una dall’altra. Una sfida ardua per l’ex giudice Petri e il commissario Miceli e la sua squadra. La soluzione sembra sempre più lontana a mano a mano che ci si avvicina alla fine. Eppure era tutto chiaro, scritto fin dall’inizio.

Gianni Simoni

Gianni Simoni, ex magistrato, ha condotto quale giudice istruttore indagini in materia di criminalità organizzata, di eversione nera e di terrorismo. Presso la Procura generale milanese ha sostenuto l'accusa nel processo d'appello per l'omicidio Ambrosoli e ha condotto l'inchiesta giudiziaria sulla morte di Michele Sindona nel carcere di Voghera.

Le indagini del commissario Miceli e l'ex giudice Petri

01 - Un mattino d'ottobre
02 - Commissario domani ucciderò Labruna
03 - Lo specchio del barbiere
04 - La morte al cencello
05 - Pesca con la mosca
06 - Il ferro da stiro
07 - Chiuso per lutto
08 - L'apparenza inganna, giudice Petri
09 - Troppo tardi per la verità
10 - La scomparsa di De Paoli
11 - Fiori per un vagabondo
12 - La chiave rubata e altre storie

Le indagini dell'ispettore Lucchesi

01 - Piazza San Sepolcro
02 - Il filosofo di via del Bollo
03 - Sezione Omicidi
04 - Contro ogni evidenza
05 - Omicidio senza colpa

Il mio pensiero:

Gianni Simoni è stata una piacevole scoperta. Ho iniziato per caso con "Commissario domani ucciderò Labruna" e da allora ho deciso di prendere tutta la serie. Gialli fatti all'italiana, non truculenti e con indagini portate avanti con intelligenza, non con effetti speciali cui siamo abituati guardando alla televisione le serie americane in cui un delitto si risolve in 5 minuti grazie ad una tecnologia che è la vera protagonista e, ad essere sincero, anche poco veritiera.
E poi mi piace quando all'inizio di ogni suo libro scrive: "Le vicende raccontate in questo romanzo sono frutto della fantasia dell'autore, e anche alcuni luoghi sono immaginari. Altri no, poiché come spesso accade, dai ricordi emergono luoghi, ma anche personaggi, realmente esistiti o esistenti. Niente di più di uno spunto narrativo, tuttavia, e ogni coincidenza con situazioni e persone reali è puramente casuale".

Fiori per un vagabondo

Un mazzo di fiori e l'ex giudice Petri: questi i due protagonisti dell'ennesimo avvicente giallo di Gianni Simoni, come sempre ambientato a Brescia, con spaccati di vita vissuta. Un libro che si legge volentieri lasciandosi prendere dall'indagine e, detto una volta per tutte, l'intuito femminile che in questo libro appare sempre più importante così come i sentimenti e la psicologia delle donne, una in maternità, l'altra una casalinga che sa il fatto suo e che non macherà di aiutare suo marito. Ed il commissario Miceli che come al solito da il suo contributo non indifferente. Insomma, un giallo che consiglio sia per goderselo così come è, sia per apprezzare ancora una volta la vita comune con i suoi risvolti e le situazioni di tutti i giorni che ci spingono ad agire in un modo piuttosto che in un altro.




Le indagini del commissario Miceli e l'ex giudice Petri (11)

Una sparatoria in pieno giorno sulla porta di un bar nella periferia di Brescia. E, mentre una Vespa si allontana a tutto gas verso la tangenziale, un barbone che passava di lì per caso si accascia sul marciapiede. Sembrerebbe una faccenda di poco conto, eppure... Subito emergono alcune stranezze: se si trattava di un vagabondo, perché allora indossava una camicia cifrata e di ottima fattura e aveva le unghie dei piedi curate? E come mai è stato colpito da ben due colpi, uno di striscio alla spalla e l'altro, letale, in pieno viso? Un proiettile vagante passi, ma due... I conti non tornano per il commissario Miceli, che, in assenza del commissario titolare Grazie Bruni, è stato reintegrato a tempo pieno, con buona pace della sospirata e sempre più lontana pensione. E, come sempre, quando i conti non tornano, Miceli chiama in aiuto il suo vecchio amico, l'inossidabile ex giudice Petri. Nonostante le flebili, se non quasi inesistenti tracce – un anonimo mazzo di fiori di campo lasciato chissà da chi sul luogo del delitto –, i due investigatori riusciranno a dare corpo a un caso che rischiava di scomparire, come la sua vittima.

La scomparsa di De Paoli

Una morte strana, una fitta indagine che alla fine non porta a nulla, una morte che non segue le normali storie dei gialli. Questo il riassunto di un libro ben scritto che ruota sulla morte del dottor De Paoli, un amico del giudice Petri. Alla fine è la storia di un'indagine portata avanti passo dopo passo, ma che si rivela in realtà solo un modo per raccontare il nostro mondo fatto di invidie e casi della vita: è questo quello che Gianni Simoni ci vuole far conoscere; la morte non è altro che un pretesto per raccontare la vita di tutti i giorni, con i suoi rancori verso conoscenti, con donne che si prostituiscono e brave persone che aiutano i malati. Le sfaccettature del nostro mondo narrate sotto forma di inchiesta. E alla fine la scoperta di una morte che fa star male, quasi arrabbiare per il modo in cui è avvenuta; perché si tratta di un amico del giudice o forse perché, alla fine, è una morte quasi stupida ed al di fuori di ogni schema poliziesco.




Le indagini del commissario Miceli e l'ex giudice Petri (10)

In un fossato, lungo una strada provinciale ai margini della città, la Polizia ritrova un cadavere reso irriconoscibile dall'azione impietosa dei topi. Cosa o chi ha ucciso quell'uomo senza identità e senza più nemmeno un volto? Un rapinatore inesperto? Un magnaccia violento? Un pirata della strada fuggito dopo l'incidente? Una morte così fa scalpore in una città di provincia come Brescia, ma per l'ex giudice Petri allo stupore si aggiunge l'orrore, quando si rende conto che quell'uomo altri non era che il suo vecchio amico e medico curante, il dottor Emilio De Paoli, misteriosamente scomparso da troppi giorni. Il buon Petri, sconvolto, si butta nell'indagine anima e corpo, costringendo il commissario Miceli, che ormai lascerebbe volentieri le rogne al nuovo commissario Grazia Bruni, a rimettersi in gioco. Saranno però necessari l'esperienza e l'intervento di tutta la squadra al completo, con il nuovo vice ispettore Armiento, il navigato Maccari, il bravo Esposito, gli inseparabili Grasso e Tondelli, e persino il procuratore Martinelli, per risolvere il caso e restituire onore e giustizia all'amico di Petri. Anche se forse, per una volta, il vecchio giudice non avrebbe voluto portare a galla la verità, forse sarebbe stato meglio lasciarla in fondo a quel fosso...

Troppo tardi per la verità





Le indagini del commissario Miceli e l'ex giudice Petri (09)
È notte fonda: un'auto lanciata a gran velocità per le strade di Brescia travolge un uomo, lasciandolo sull’asfalto senza vita e dileguandosi. Sembrerebbe un triste caso di omicidio colposo con omissione di soccorso, come anche i testimoni oculari confermerebbero, ma il sovrintendente Armiento della Stradale non ne è convinto. Troppi particolari fuori posto: come mai la vittima non portava documenti con sé? Perché i due testimoni spariscono il giorno dopo l’incidente? Ad avvalorare i sospetti del poliziotto spunta, inatteso, un terzo testimone che, a distanza di qualche giorno, rovescia tutte le ipotesi avanzate fino a quel momento. Si apre così una nuova linea d'indagine, per sospetto omicidio premeditato. Competenza della Omicidi, dove il commissario Miceli, reintegrato nelle sue funzioni a fianco del commissario titolare grazia Bruni, prende in mano il caso. Ma più gli inquirenti indagano, più le acque si fanno torbide, e dal passato di vittima, testimoni e indagati emerge un pantano di tradimenti, odio, gelosie, brame di vendetta, debiti di gioco e sospetti di bancarotta. Ancora una volta determinante nella soluzione del mistero sarà l'esperienza dell'ex giudice Petri, indispensabile compagno di avventure e insostituibile amico per il buon Miceli.

L'apparenza inganna, giudice Petri





Le indagini del commissario Miceli e l'ex giudice Petri (08)
In questo racconto, troviamo Petri protagonista di un caso che gli piomba letteralmente addosso, suo malgrado: il suo vicino di casa, per giunta il solo che gli fosse simpatico e che frequentasse, sia pur con molta discrezione, è scomparso. E la moglie si rivolge a Petri perché faccia pressione sulla Polizia affinché non archivi il caso. Così insieme al compagno di indagini, e amico, il commissario Miceli, l’ex giudice comincia a indagare e, più per caso che per metodo, giunge a una soluzione del tutto inaspettata. Al suo fianco, immancabile, l’amatissima moglie Anna, presenza discreta, come sempre, ma insostituibile.

Chiuso per lutto





Le indagini del commissario Miceli e l'ex giudice Petri (07)

Il commissario Miceli è al suo primo giorno di pensione, quando una lettera del Ministero lo informa che, a causa di un errore di calcolo, gli toccherà lavorare un altro anno. Tuttavia, nel frattempo, Grazia Bruni, fresca di nomina a nuovo commissario, ha preso servizio. Si ritrovano così a dover collaborare, gomito a gomito, l’esperto e saggio Miceli e la giovane e risoluta Bruni. E dietro le quinte, come sempre, c'è l’ex giudice Petri a dar loro una mano. Questa volta il caso, anzi i casi, di omicidio, sono due: due uomini assassinati con inaudita violenza. E il buon vecchio Petri, per una curiosa fatalità, li conosceva entrambi. Così, suo malgrado, si troverà personalmente coinvolto nelle indagini. E se, in un primo momento, le piste sembrano chiare, ben presto si confondono, si incrociano, sembrano diventare una sola, finché… si perdono tutte le tracce. A Petri, a lui solo, l’onere di conoscere la verità, ma di doverne portare il peso in silenzio.

Il ferro da stiro





Le indagini del commissario Miceli e l'ex giudice Petri (06)
Ormai in odor di pensione, il commissario Miceli, che, tra una cena di commiato e le ultime consegne alla Bruni, chiamata a succedergli, sarebbe felice di chiudere la carriera in tutta calma e serenità, l’ultima cosa che si aspetta a due settimane dal meritato riposo è che proprio il suo più caro amico, l’ex giudice Petri, gli piombi in ufficio con una rogna. Ma Petri, al contrario di Miceli, non perde occasione per inseguire il colpevole di turno, e questa volta il pretesto gli giunge davvero per caso: un ferro da stiro preso in prestito presso un elettricista, in sostituzione di quello guasto di Anna, sul quale spiccano alcune piccole macchioline rosse. Ruggine o sangue? Attraverso una rapida analisi della Scientifica, non è difficile avere la risposta: con quel ferro da stiro è stato colpito qualcuno, forse ucciso. Da qui prende l’avvio una complicata indagine per ricostruire a ritroso la strana storia di quel ferro da stiro e, soprattutto, dei suoi proprietari. È un caso di omicidio? Riusciranno i due a chiarire tutti gli aspetti di una vicenda intricata e dolorosa, prima che Miceli debba passare il testimone?

Pesca con la mosca




Le indagini del commissario Miceli e l'ex giudice Petri (05)
Tavernole sul Mella, Val di Ledro, Brescia: i vertici di un macabro triangolo all’interno del quale si consuma una catena di omicidi sconcertanti, il cui solo comun denominatore pare essere l’abito talare indossato ora dai sospettati ora dalle vittime. E l’ex giudice Petri questa volta sembra finirci in mezzo proprio per caso, quando, in un tiepido pomeriggio di fine estate, durante una battuta di pesca con la mosca, s’imbatte in un macabro spettacolo: il cadavere di una giovane donna che galleggia pigramente in un’ansa del torrente nel quale sta pescando. È l’inizio di una trama sempre più intricata, in cui gli omicidi si susseguono a ritmo inquietante; in cui la soluzione un momento appare a portata di mano e subito dopo è ambigua e fuorviante; in cui le acque si confondono in continuazione e assassini e vittime paiono scambiarsi le parti in un gioco perverso. Un’indagine molto scomoda per Petri e Miceli, che, tuttavia, come sempre, non scenderanno a compromessi in nome della giustizia.

La morte al cancello



 

Le indagini del commissario Miceli e l'ex giudice Petri (04)
In una fredda notte bresciana la ricca e bella moglie di un medico molto in vista viene barbaramente uccisa davanti al cancello della sua villa. Qualche giorno più tardi i corpi senza vita di due senzatetto vengono ritrovati nella periferia della città. Due casi apparentemente lontanissimi, due casi che scottano sulla scrivania del commissario Miceli, perché rischiano di attirare troppo l’attenzione pubblica. Ma non sarà solo: al suo fianco ci sarà l’ex giudice Petri, che, sempre assetato di giustizia, nonostante l’età, e insofferente alla sua altrimenti noiosa vita da pensionato, non esita a buttarsi in una nuova indagine. Se il primo caso sembra non trovare risposta – chi poteva avercela con due barboni che non avevano mai dato fastidio a nessuno? – il secondo parrebbe averne troppe, perché molti potevano avere interesse a togliere di mezzo la bella signora: il marito, dall’alibi zoppicante, l’amante troppo giovane, il marito dell’amica assetato di soldi… Un noir raffinato, in cui la soluzione prende forma lentamente, seguendo percorsi pieni di ombre, come le vie di quella città, Brescia, che fa da inconfondibile sfondo alle indagini di Petri e Miceli, amici e alleati in nome della giustizia.

Lo specchio del barbiere




Le indagini del commissario Miceli e l'ex giudice Petri (03)
Un presunto rapinatore viene assassinato a colpi di pistola in una tabaccheria del centro di Brescia; il cadavere di un neonato viene ritrovato in un cassonetto della periferia; su un’isola del lago d’Iseo, la proprietaria di una pensioncina riceve minacce e persecuzioni da un misterioso aggressore e rischia di impazzire. Ironia della sorte: l’ex giudice Petri, ormai in pensione, aveva conosciuto il tabaccaio pochi giorni prima, quando era andato nel suo negozio a scegliervi una pipa; e ha l’avventura di trovarsi in quella pensioncina sul lago, mentre si verificano quegli strani e inquietanti episodi ai danni della padrona. Così, quando il commissario, e suo buon amico, Miceli lo chiama per farsi dare una mano nell’indagine del bambino abbandonato, Petri inevitabilmente si trova a dover procedere su tutti e tre i fronti. Tre filoni d’indagine che si aprono in rapida successione e che, quasi per caso, finiranno per incrociarsi. Di nuovo insieme, Petri e Miceli uniranno esperienza professionale e legame d’amicizia per portare alla luce scomode verità.

Commissario domani ucciderò Labruna




Le indagini del commissario Miceli e l'ex giudice Petri (02)
Il commissario Miceli, prossimo alla pensione, non aveva più voglia di seccature. Così, quando una lettera anonima – C o m i S a r io d O m A n I u c i d e r O l A B r U n A – arrivò sulla sua scrivania, la tentazione di prenderla come uno scherzo fu forte. Ma si sbagliava il commissario Miceli. Adesso c’è anche un cadavere a gridarglielo in faccia. E non è che l’inizio di una serie apparentemente inarrestabile di delitti. Sì, perché dopo Labruna tocca a Lobianco, e poi a Larossa e… Il serial killer dei colori scuote la città di Brescia. Miceli, affiancato dall’amico Petri, ex giudice in pensione, e da un’eccellente squadra d’investigatori, è chiamato a risolvere il caso. Ma il loro peggior nemico è il tempo, che sembra voler giocare a favore del misterioso avversario… Gianni Simoni dà vita a una coppia di personaggi a cui ci si affeziona subito: il burbero e rigoroso commissario Miceli, stanco di una vita trascorsa nel marcio, eppure sempre pronto ad andare in prima linea pur di difendere i suoi uomini; e il generoso giudice Petri, amante del buon vino, del tabacco e della moglie Anna. Sodalizio professionale, profonda amicizia e una città sfuggente, Brescia, legano questi due uomini non più giovani, ma animati da un’inguaribile passione: il senso della giustizia.