Le vacanze di Maigret




Le inchieste di Maigret (23)
Non è il Maigret che conosciamo quello che ogni giorno alle 15, compunto e impacciato, va in clinica a trovare la moglie, operata per un improvviso attacco di appendicite alle Sables-d'Olonne. Ma c'è di più: irritato dall'incongrua atmosfera balneare che lo circonda, intorpidito dal troppo bere e mangiare, il commissario passa le sue giornate girando in tondo come un cavallo da circo. Finché qualcuno gli infila nella tasca della giacca un biglietto: «Per pietà, chieda di vedere l'ammalata del 15». Quella stessa notte la ragazza muore. E allora al diavolo le vacanze! Si torna a indagare. A titolo personale, s'intende. Ne valeva comunque la pena: perché l'ammalata del 15 era la cognata di uno dei notabili delle Sables-d'Olonne, il dottor Bellamy, e l'incidente di cui è rimasta vittima proprio mentre si trovava in auto con lui – la portiera si è aperta e Lili è stata sbalzata fuori – suscita troppi interrogativi. Ma soprattutto perché Bellamy è un uomo colto e racé, acutissimo e ferocemente padrone di sé. E dunque destinato ad affascinare il commissario che, forse per la prima volta nella vita, ha la sensazione di non essere lui a controllare la situazione. Non gli sarà facile spezzare l'intesa segreta che lo lega a Bellamy, rinunciare a quella misteriosa algebra del linguaggio su cui sembra fondarsi il loro dialogo – e scavare fino a scoprire, sotto l'ammaliante e armoniosa superficie delle apparenze, il cupo e innominabile viluppo delle passioni.
Scritto a Tucson, Arizona, nel novembre del 1947, Le vacanze di Maigret fu pubblicato l'anno successivo.

Nessun commento:

Posta un commento