La casa del giudice




Le inchieste di Maigret (19)
Per quanto incredibile possa sembrare, Maigret è caduto in disgrazia. L'hanno esiliato a Luçon, in Vandea. Parigi e il Quai des Orfèvres non potrebbero essere più lontani. E Maigret sprofonda – stoicamente – nella noia. Almeno fino a quando non gli si presenta Didine Hulot, una bizzarra quanto risoluta vecchietta. Lei e suo marito, un ex doganiere che il commissario ha conosciuto a Concarneau, hanno visto un cadavere nientedimeno che nella casa del rispettabilissimo giudice Forlacroix. Almeno così sostiene Didine. Fantasie di due pensionati oziosi e diabolici? Probabile, ma Maigret è troppo ansioso di riassaporare l'eccitazione di una vera inchiesta per diffidare di lei. E l'inverosimile accade: quella notte, Maigret e il doganiere, appostati nella pioggia, scorgono un ometto che trascina nel fango un pesante fagotto. È il giudice Forlacroix, e il fagotto è fuor di ogni dubbio il corpo inerte di un uomo. Come aveva previsto Didine. Perché il giudice ha tenuto in casa un cadavere per poi cercare di sbarazzarsene? Quali inconfessabili segreti cela l'atmosfera di raffinata e opulenta agiatezza che circonda la sua casa? Maigret si getta a capofitto nel caso. Per smascherare l'assassino, certo, ma soprattutto per ritrovare se stesso.
Composto a Nieul-sur-Mer nell'inverno 1939-1940, La casa del giudice fu pubblicato nel 1942.

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