La regina di Abu Simbel




Il grande romanzo di Ramses (04)
Il quarto volume è intitolato La regina di Abu Simbel e narra le ultime fasi della guerra contro gli ittiti, il racconto biblico dell'Esodo e la costruzione del tempio di Abu Simbel, con la successiva morte di Nefertari.
Ramses continua le sue campagne, riconquistando i territori riconquistati dagli ittiti. La fortezza di Gaza cade sotto il dominio egizio, i suoi soldati annientati. Il faraone vuole muovere contro la fortezza d'Amurru, deciso a liberare l'amico Asha. Grazie a uno stratagemma riesce a vincere anche questa battaglia e il principe Benteshina è costretto alla resa lasciando andar via Asha, ma Setau, sopraffatto dall'emozione per aver scoperto che Asha era sano e salvo, lascia accidentalmente andare la sua vipera che aveva in mano, vipera che attacca e morde Benteshina.
In Egitto intanto Ofir e Shenar sono ricercati da Serramanna che ha sguinzagliato i suoi scagnozzi alla loro ricerca. I due si ritirano nella perduta città di Akhenaton dove possono continuare a complottare senza disturbo alcuno. Il mago libico ha deciso di attaccare adesso il piccolo Kha, primogenito di Ramses e ordina a Meba di portargli uno dei suoi oggetti, questi riesce nell'impresa, ma uno degli uomini di Serramanna, un mercenario cretese, riesce a scovare il nascondiglio di Ofir che però, cogliendolo di soprassalto, non esita a toglierlo di mezzo, tagliandogli la gola.
Intanto Mosè è tornato in Egitto e, accolto in casa del fratello Aronne, rivela al consiglio degli anziani ciò che Dio gli ha ordinato di compiere. Qualche giorno dopo, Serramanna lo arresta insieme a un drappello, affinché venga processato per l'omicidio di Sary. Durante il processo, Mosè dimostra di aver compiuto il giusto in difesa di un oppresso. Dolente stessa, chiamata a testimoniare, rivela al giudice che suo marito era solito maltrattare i più deboli. Mosè viene scarcerato grazie alla testimonianza del mattonaio Abner ma scopre presto perché la principessa ha testimoniato in suo favore: Ofir e Shenar vogliono che lui svolga la propria missione così da indebolire Ramses e permettere loro di distruggerlo.
Nel regno degli ittiti intanto Muwatalli non riesce a prendere una decisione poiché Uri-teshup chiede che continui la guerra mentre Hattusil consiglia al fratello di accordarsi pacificamente con gli egiziani così da poter affrontare insieme ad essi i minacciosi assiri. Convinto però che sia il figlio ad avere ragione, l'imperatore di Hattusa nomina lui comandante delle armate, togliendo così il potere ad Hattusil. Colpito da un infarto, Muwatalli è costretto dal figlio ad affidargli il suo impero.
Asha viene mandato ad accordarsi con gli ittiti ma viene attaccato nei pressi di un fortino, trova però protezione presso Hattusil, che vuole la pace con gli egizi. Il diplomatico ha deciso però di recarsi ad Hattusa e far cadere Uri-teshup in un tranello. Intanto Ramses, spaventato per un ulteriore attacco di Ofir, decide di costruire un nuovo tempio ad Abu Simbel, dedicato all'amata Nefertari, così da aumentare le proprie difese magiche. In prossimità della Nubia però la sua nave viene attaccata da alcuni nubiani, guidati dallo stesso Shenar, che però non riescono nell'intento di ucciderlo e sono costretti a fuggire.
Il piano di Asha va intanto a buon fine: convinto di essere stato tradito, Uri-Teshup chiede all'egiziano chi siano le spie e, in preda alla sua sete di sangue, ordina di uccidere alcuni dei suoi partigiani, che egli crede traditori. Intanto Hattusil è tornato nella capitale e riesce a crearsi una rete di amicizie grazie alle quali riuscirà ad eliminare Uri-Teshup. Questi, dopo la morte di Muwatalli, colpito da un attacco cardiaco, è divenuto praticamente un sovrano assoluto e ha già scoperto il nascondiglio dell'odiato zio. Egli, giunto sul posto, ordina ai suoi arcieri di uccidere Hattusil, la moglie Putuhepa e la loro figlioletta, ma gli stessi arcieri gli si ritorcono contro. Tradito dal suo stesso esercito, Uri-teshup è costretto a ritornare da Asha, che gli consiglierà di fuggire in Egitto dove potrà essere al sicuro. Questi, deluso, si reca presso Ramses che, benché lo reputi un nemico, non osa offendere le leggi di ospitalità e lo accoglie nel proprio paese, specialmente dopo che questi gli ha rivelato tutti i segreti dell'arte militare ittita. Hattusil però accorderà al faraone la pace solo se questi gli permetterà di uccidere l'avido nipote.
Cominciano i lavori di costruzione di Abu Simbel e Ramses affida la responsabilità di tale opera a Setau e a Loto. Al suo ritorno riceve Mosè e Aronne in presenza del gran consiglio egizio. Questi trasforma il suo bastone in serpente ma il suo trucco viene presto svelato da Setau, perché quella trasformazione l'aveva insegnata a Mosè stesso. Deciso a liberare il proprio popolo dall'Egitto, Mosè non si arrende e scaglia contro di esso nove piaghe. Alcune di esse non sono però create dal suo Dio, bensì da Ofir che utilizza le sue arti oscure per avvelenare gli armenti e generare pustole nella pelle di Ameni e di altri individui.
Meba viene mandato intanto ad uccidere di nascosto Uri-teshup ma Serramanna riesce a scovarlo e ad eliminarlo prima che questi possa nuocere a qualcuno. Ofir intanto, utilizzando un oggetto rubato a Kha, decide di generare un grande sortilegio che possa uccidere tutti i primogeniti d'Egitto così da portare il paese nello scompiglio. Serramanna, spiando Dolente, riesce a scoprire il suo nascondiglio e lo cattura prima che questi possa compiere il misfatto. Processato in presenza del visir, Ofir è condannato a morte per veleno, Dolente verrà condannata presso un'oasi, e i nomi di Dolente e di Shenar verranno per sempre dimenticati.
In Nubia Shenar ha radunato un vero e proprio esercito di guerrieri locali e ha conquistato una miniera, sicuro che Ramses cada nel suo tranello. Quest'ultimo però riesce a batterlo sul tempo e ad eliminare l'esercito avversario prima ancora che possa essere completamente attaccato. Shenar, in preda alla furia, decide di uccidere in persona il fratello, ma prima se la prende con i nubiani, accusandoli di viltà, codardia e ignonimia, e addirittura uccide un vecchio capotribù. Non sa che quest'azione gli costerà inevitabilmente la vita. I nubiani, infatti, lo guardano con un terribile odio per averli traditi; Shenar riesce a sfuggire alla fanteria nubiana, ma non agli arcieri che lo uccidono all'instante con le loro frecce che lo colpiscono in tutto il corpo.
Mentre Ramses è assente, Serramanna decide di inseguire gli ebrei che qualche giorno prima erano stati liberati. Mosè però, sfruttando le basse maree, riesce a superare il mare delle canne insieme al suo popolo. I carri egizi rimangono invece impantanati e a causa dell'alta marea sprofondano nei flutti del mare. Serramanna è costretto a fuggire e, tornato a Pi-Ramses, chiede perdono al faraone per il proprio fallimento. Questi lo perdona e gli ordina di accogliere gli ambasciatori ittiti. Nefertari infatti, grazie a un contatto epistolare con Puthuepa, la moglie di Hattusil, è riuscita a ottenere la pace fra ittiti ed egiziani.
Alla fine, dopo la morte di Omero, viene concluso il Ramesseum. Ma durante la cerimonia, nella quale sono presenti le massime autorità del regno, Tuya ha un mancamento e muore. Dopo la cerimonia funebre in suo onore, Setau manda un messaggio a Ramses rivelandogli che anche i lavori per Abu Simbel sono terminati. Entusiasta di tale capolavoro, il faraone gioisce insieme alla sposa Nefertari che però sembra alquanto stanca agli occhi di Loto che cerca di sostenerla. La grande sposa reale spende tutte le sue energie affinché l'inaugurazione del tempio, che suggella l'amore della coppia reale, possa procedere senza intoppi. Lo sforzo è però immane e la regina, stanca per le troppe fatiche, non riesce a sopportarlo e muore fra le braccia del marito.

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