La scomparsa di De Paoli

Una morte strana, una fitta indagine che alla fine non porta a nulla, una morte che non segue le normali storie dei gialli. Questo il riassunto di un libro ben scritto che ruota sulla morte del dottor De Paoli, un amico del giudice Petri. Alla fine è la storia di un'indagine portata avanti passo dopo passo, ma che si rivela in realtà solo un modo per raccontare il nostro mondo fatto di invidie e casi della vita: è questo quello che Gianni Simoni ci vuole far conoscere; la morte non è altro che un pretesto per raccontare la vita di tutti i giorni, con i suoi rancori verso conoscenti, con donne che si prostituiscono e brave persone che aiutano i malati. Le sfaccettature del nostro mondo narrate sotto forma di inchiesta. E alla fine la scoperta di una morte che fa star male, quasi arrabbiare per il modo in cui è avvenuta; perché si tratta di un amico del giudice o forse perché, alla fine, è una morte quasi stupida ed al di fuori di ogni schema poliziesco.




Le indagini del commissario Miceli e l'ex giudice Petri (10)

In un fossato, lungo una strada provinciale ai margini della città, la Polizia ritrova un cadavere reso irriconoscibile dall'azione impietosa dei topi. Cosa o chi ha ucciso quell'uomo senza identità e senza più nemmeno un volto? Un rapinatore inesperto? Un magnaccia violento? Un pirata della strada fuggito dopo l'incidente? Una morte così fa scalpore in una città di provincia come Brescia, ma per l'ex giudice Petri allo stupore si aggiunge l'orrore, quando si rende conto che quell'uomo altri non era che il suo vecchio amico e medico curante, il dottor Emilio De Paoli, misteriosamente scomparso da troppi giorni. Il buon Petri, sconvolto, si butta nell'indagine anima e corpo, costringendo il commissario Miceli, che ormai lascerebbe volentieri le rogne al nuovo commissario Grazia Bruni, a rimettersi in gioco. Saranno però necessari l'esperienza e l'intervento di tutta la squadra al completo, con il nuovo vice ispettore Armiento, il navigato Maccari, il bravo Esposito, gli inseparabili Grasso e Tondelli, e persino il procuratore Martinelli, per risolvere il caso e restituire onore e giustizia all'amico di Petri. Anche se forse, per una volta, il vecchio giudice non avrebbe voluto portare a galla la verità, forse sarebbe stato meglio lasciarla in fondo a quel fosso...

Nessun commento:

Posta un commento