Cronaca di un suicidio

Tempi di vacanze per Ferraro. Mentre è ad Ostia con sua figlia trova un cadavere. Tutto il racconto parla dei nostri tempi, tempi in cui ognuno pensa a se stesso, in cui gli onesti sono pochi ed i corrotti molti. Ecco allora la cronaca di un suicidio, narrata passo-passo attraverso la vita di un onesto cittadino coinvolto suo malgrado nella burocrazia ed in finti amici. C'è poco da investigare o cercare: questa è semplicemente una storia che potrebbe apparire su un quotidiano, ma con un risvolto finale inaspettato cui la polizia poco può e solo Ferraro, in un attimo di mente lucida riesce a dare una spiegazione logica.



Le indagini dell'ispettore Ferraro (05)
L'ispettore Ferraro è in vacanza a Ostia, con la figlia Giulia. Durante una nuotata al largo una barca alla deriva attira la loro attenzione. A bordo un biglietto lascia intendere che qualcuno ha deciso di porre fine alla sua vita. Perdono tutti e a tutti chiedo perdono, c'è scritto. E sotto, Non fate troppi pettegolezzi. Parole prese in prestito da Cesare Pavese, che Giulia, lettrice appassionata, riconosce subito. Una volta chiamati i colleghi di Roma, la faccenda sembrerebbe finita lì per Ferraro, se non fosse che il suicida ha lasciato un'ex moglie a Milano, e all'ispettore tocca l'ingrato compito, tornato a casa, di informare la donna. E così, suo malgrado, in una calda estate milanese, Ferraro si trova coinvolto insieme alla figlia in un'indagine sul destino di un uomo qualunque, Giovanni Tolusso, che partito dal nulla era riuscito caparbiamente a costruirsi una vita dignitosa. Fino a quando, in un'assolata mattina romana, il recapito di una cartella esattoriale aveva segnato l'inizio della sua fine...

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