L'uso sapiente delle buone maniere




I casi di Isabel Dalhousie (04)

Isabel Dalhousie, riflessiva ma tutt'altro che prudente direttrice della «Rivista di etica applicata», non rinuncia a intervenire nella vita degli altri anche ora che è diventata madre del piccolo Charlie. Da esponente di una fetta della società edimburghese benestante, le sue avventure hanno come teatro per lo più magioni secolari di ricchi possidenti o, come stavolta, gallerie d’arte, frequentate da collezionisti e pittori. Capita infatti che, durante un’asta per l’acquisto di un dipinto di uno dei suoi paesaggisti prediletti, Isabel fiuti odor di bruciato. Prima un collezionista le strappa l’oggetto del desiderio a suon di quattrini, poi decide di cederglielo senza colpo ferire. E come se non bastasse, l’autore dell’opera è sparito. Si tratta forse di suicidio? Tanti dilemmi e una sola possibile via d’uscita: ragionare col cervello ma lasciarsi trasportare dal sentimento.

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