Flatlandia. Racconto fantastico a più dimensioni

Buongiorno a tutti, sono un quadrato e vivo a Flatlandia, un mondo bidimensionale. Avendo quattro lati, nel mio mondo sono una persona abbastanza importante e vivo serenamente. L'altro giorno è successo qualcosa che ha rivoluzionato la mia vita: vivendo su un mondo piano la mia prospettiva era sempre la stessa e quando incontravo donne o uomini li vedevo sempre come punti o linee dal mio punto di vista; ma ecco che, mentre camminavo beato, ho incontrato una sfera che veniva da un mondo chiamato Spacelandia. Sono rimasto a bocca aperta, ma abbiamo fatto amicizia e mi ha raccontato che esiste anche una terza dimensione e questo ha aperto la mia mente a nuovi orizzonti. E così mi sono messo a pensare e ripensare e mi è venuto in mente che potrebbe esistere un mondo anche a quattro dimensioni e magari un altro a cinque. Chissà come funzionano? E per questo che ho scritto questo libro, per raccontarvi la mia vita, le mie intuizioni ed i miei pensieri. E sapete che questo libretto ha avuto un gran successo anche tra i miei contemporanei? Anche perché in fondo è anche una critica alla mia società, quella vittoriana, dove le gerarchie sono ben fisse e le donne sono così poco considerate, cosa che io non condivido assolutamente.
In ogni libreria di ogni casa ci dovrebbe essere spazio per questo libro.



La trama:
E' un classico del XIX secolo, appartiene al genere fantastico e racconta la vita di un abitante di un ipotetico universo bidimensionale che entra in contatto con l'abitante di un universo tridimensionale. È un racconto molto popolare tra gli studenti di matematica e più in generale tra gli studenti di facoltà scientifiche perché affronta da un punto di vista molto originale il concetto di un mondo a più dimensioni.Dal punto di vista letterario è famoso anche per essere una satira della società vittoriana.
Il racconto è diviso in due parti. Nella prima parte il narratore descrive brevemente il mondo di Flatlandia. Questo è un mondo bidimensionale (flat in inglese significa piatto) e gli abitanti di questo mondo sono delle figure geometriche che si muovono su un piano che per loro è l'universo. Il narratore è uno degli abitanti e nella fattispecie è un quadrato.
Nella seconda parte del racconto il quadrato racconta il suo incontro con una sfera proveniente da Spacelandia (il mondo a tre dimensioni) che lo illumina sulla presenza della terza dimensione. In seguito il quadrato racconta di come gli abitanti di Flatlandia abbiano reagito al suo tentativo di illustrare la presenza di una terza dimensione.
Come si è detto il racconto è una satira della società dell'autore, infatti in Flatlandia la società è rigidamente divisa in gerarchie e la suddivisione si basa sull'aspetto fisico. Nello specifico, sul numero di lati che formano le figure.
Nel mondo di Flatlandia un maggior numero di lati (o meglio, un angolo più largo) viene associato a maggior intelligenza e quindi a scuole migliori e in seguito a lavori migliori e di maggior responsabilità. In questo mondo ogni individuo può sperare in un'ascesa sociale sua o eventualmente della sua prole anche se in realtà solo un ridottissimo numero di individui riesce a migliorare la propria posizione sociale.
La remota possibilità d'elevazione sociale viene utilizzata dalla classe dominante per mantenere pacifico il popolo e in caso di rivolte l'elevazione di classe viene utilizzata per allettare i capi delle rivolte e quindi per far fallire tutte le rivolte in Flatlandia. Uno speciale spazio viene riservato alle donne che in quell'universo sono delle linee e quindi, essendo dotate solo di due lati e di un angolo pressoché zero, sono assimilate a dei bambini che vanno perennemente protetti dal mondo esterno.
La condizione delle donne in Flatlandia ha provocato delle accuse di misoginia contro l'autore, anche se in realtà l'autore voleva solo far riflettere il lettore sulla condizione della donna e non voleva esprimere delle opinioni personali o degli auguri su come sarebbe dovuta essere impostata la sua società.
Il protagonista nel racconto non si ferma ad un mondo a tre dimensioni, e riprendendo gli allora recenti lavori di Riemann, teorizza mondi a più dimensioni che aspettano solo di essere scoperti con gli occhi della mente. Questa parte del racconto acquista connotazioni inaspettate dopo la scoperta della relatività da parte di Einstein e rappresenta uno dei passaggi più divertenti del racconto.
Infatti, pur avendo la sfera iniziato il quadrato al mondo delle tre dimensioni, quando il quadrato congettura la presenza di mondi con quattro, cinque, sei, ecc. dimensioni la sfera lo zittisce affermando che il modo ha solo tre dimensioni e non ne può avere più di tre. Quindi il maestro si dimostra più miope dell'allievo e non riesce ad elevare la sua mente oltre i suoi sensi in un primo momento. Nonostante questo in un secondo momento gli appare nuovamente affermando che effettivamente è possibile proseguire all'infinito nella ricerca di altre dimensioni.

2 commenti:

  1. Mi piace molto il tuo pensiero che aiuta a capire meglio il libro. Molto suggestiva l interazione del personaggio che si racconta in prima persona
    Patty

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  2. Grazie per il commento. E grazie per averlo interpretato come intendevo. Non è facile tenere un blog sui libri perché trovi i titoli ovunque. Io invece penso che un libro non è una trama, ma qualcosa di più. Ed è questo che cerco di trasmettere a chi visita queste pagine. Più commenti e suggerimenti ricevo, più riuscirò a creare un blog fatto su misura per chi lo legge. Buona giornata e buone letture :)

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